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Forame Ovale Pervio (PFO)

Il Forame Ovale Pervio (PFO) è una piccola apertura presente tra l’atrio destro e l’atrio sinistro del cuore. Durante la vita fetale questa apertura è normale e permette al sangue di passare da un atrio all’altro. Dopo la nascita, nella maggior parte delle persone si chiude spontaneamente. Tuttavia, in circa il 25% della popolazione rimane parzialmente aperta; questa condizione prende il nome di Forame Ovale Pervio (PFO).

Quali sintomi possono essere presenti?

Molte persone con PFO non presentano alcun sintomo e scoprono la condizione casualmente durante esami cardiologici. In alcuni casi possono essere presenti:

  • cefalea frequente;
  • emicrania, soprattutto con aura;
  • vertigini;
  • acufeni (ronzio nelle orecchie);
  • sensazione di instabilità;
  • episodi neurologici transitori.

Una diagnosi precoce permette una valutazione specialistica e un eventuale trattamento quando indicato.

Come si può diagnosticare il PFO?

Il primo passo consiste in una visita cardiologica effettuata da uno specialista.

Tra gli esami utilizzati vi è il Doppler transcranico con mezzo di contrasto salino. Durante l’esame viene posizionata una cannula endovenosa e viene preparata una miscela costituita da soluzione fisiologica, aria e una piccola quantità di sangue del paziente. Il medico utilizza una sonda ecografica posizionata sulla regione temporale della testa per monitorare il passaggio delle microbolle.

Durante l’esame il paziente esegue una manovra di Valsalva, cioè trattiene il respiro e si sforza come durante la defecazione. Se le microbolle attraversano il setto interatriale, il test viene considerato positivo.

Cosa succede se il test è positivo?

Se il Doppler transcranico risulta positivo, il cardiologo può richiedere ulteriori accertamenti:

  • risonanza magnetica cerebrale;
  • risonanza magnetica cardiaca;
  • ecocardiografia transesofagea.

L’ecocardiografia transesofagea viene eseguita introducendo una sonda nell’esofago e consente di valutare con precisione la dimensione del forame ovale e l’anatomia del setto interatriale.

Se il difetto è significativo e il cardiologo ritiene indicata la chiusura, può essere programmata una procedura percutanea.

Chiusura del PFO

La chiusura del PFO viene effettuata attraverso una procedura mini-invasiva. Generalmente si accede tramite una vena dell’inguine e si introduce un catetere fino al cuore. Attraverso il catetere viene posizionato un dispositivo chiamato occlusore, spesso descritto dai pazienti come un “ombrellino”, che chiude l’apertura tra i due atri.

Dopo l’intervento il paziente assume una terapia farmacologica prescritta dal cardiologo e viene sottoposto a controlli periodici. Solitamente viene effettuato un primo controllo dopo alcune settimane o mesi e successivamente controlli annuali.

Nella maggior parte dei casi il paziente può svolgere una vita del tutto normale.

Cosa può accadere se non viene trattato?

Non tutti i PFO necessitano di chiusura. Tuttavia, in alcuni pazienti selezionati, soprattutto dopo un ictus criptogenetico, il medico può raccomandare la procedura per ridurre il rischio di future complicanze cerebrovascolari.

E se il test è negativo?

Se il test risulta negativo, il cardiologo valuterà altre possibili cause dei sintomi. Cefalea, vertigini e altri disturbi possono essere legati a emicrania, stress, ansia o ad altre condizioni neurologiche o cardiovascolari.

Conclusione

Il Forame Ovale Pervio è una condizione congenita presente dalla nascita e non una malattia acquisita nel corso della vita. In molte persone rimane silente per anni e può essere scoperto nell’infanzia, nell’adolescenza o in età adulta. Grazie alle moderne tecniche diagnostiche e terapeutiche, il PFO può essere identificato e trattato efficacemente quando necessario.

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